Appunti
per la
storia
di
Torre
del
Lago
Puccini
Le
origini
Non
è
agevole
parlare
delle
origini
di
Torre
del
Lago.
L'Archivio
Parrocchiale
non ha
documenti
interessanti
e ben
poco
si
trova
in
altri
archivi,
comunque
è
provato
che
verso
il
1700
non vi
era
popolazione
alcuna.
La
zona,
paludosa
intorno
al
lago,
e
riarsa
dal
sole
verso
il
mare
non
permetteva
lo
stabilirsi
di
famiglie
per
l'impossibilità
di
ritrarne
gli
alimenti,
Soltanto
più
tardi,
si
stabilisce
sul
lago
qualche
famiglia
di
pescatori.
Pare
che i
Certosini
di
Farneta
esercitassero
dei
diritti
sul
lago;
si
spiegherebbe
cosi
perché
essi
siano
stati
i
fondatori
della
Parrocchia.
Quando
il
terreno
cominciò
ad
essere
alquanto
bonificato
in
seguito
ai
lavori
tendenti
a
rimettere
in
efficienza
quelle
fosse
che in
tempi
remoti
erano
state
fatte
costruire
(forse
dai
Romani
che
avevano
una
colonia
a
Massaciuccoli)
ma che
nei
secoli
di
mezzo
furono
completamente
abbandonate,
allora
incomincia
la
vera
storia
di
Torre
del
Lago.
I
pochi
abitanti
dal
volto
livido
e
malaticcio
ebbero
assistenza
dai
Padri
della
Certosa
di
Lucca.
Sono
loro
infatti
che
accolgono
e
registrano
le
prime
famiglie
di
coloni
che
qua
venivano
dalla
piana
di
Lucca
inviatevi
dai
Signorotti
a
coltivare
il
terreno
che la
Repubblica
costrinse
ad
acquistare
per
supplire
ad
altre
opere
pubbliche,
La
divisione
del
terreno
in
"Chiuse"
di 24
coltre
ciascuna,
pressoché
identiche,
dimostra
l'origine
della
proprietà
come
sopra
descritta,
I
primi
coltivatori
delle
Chiuse
dovettero
affrontare
il
gravissimo
problema
delle
abitazioni,
ma non
si
persero
d'animo,
utilizzando
come
materiale
da
costruzione
il
falasco
che
ancor
oggi
cresce
rigoglioso
sulle
sponde
del
lago e
nel
padule.
E
fecero
senza
architetti!
guardarono
le
prime
povere
capanne
dove
già
vivevano
i rari
pescatori
e le
copiarono.
Sorsero
così
le
pittoresche
capanne
che
tanto
piacquero
a
pittori
e
poeti
e
soprattutto
a
Giacomo
Puccini.
Queste
capanne
sfidarono
i
tempi,
accolsero
nel
loro
seno
generazioni
di
pionieri
e solo
più
tardi,
molto
più
tardi,
lasciarono
il
campo,
quasi
vergognose
e
timide,
all'incalzare
della
"civiltà"
che
arrivava
anche
a
Torre
del
Lago;
gli
ultimi
esemplari
di
queste
capanne
hanno
resistito
fino
al
dopoguerra
1914-1918.
Non
ebbero
i
primi
abitanti
né
chiesa
né
cimitero.
Attraverso
il
lago,
neonati
e
morti
venivano
portati
alla
Pieve
di
Massaciuccoli
o a
Quiesa
per il
battesimo
o la
sepoltura.
La
denominazione
Nei
primi
documenti
non si
legge
mai "
Torre
del
Lago"
ma
semplicemente
" Alla
Macchia
". In
seguito
ricorre
la
parola
"Torre"
accompagnata
sempre
dalla
parola
"Macchia"
e
cioè
"Torre
alla
Macchia
".
Più
tardi
si
incomincia
ad
usare
il
termine
"Torre
al
Lago"
che
diviene
infine
verso
il
1850
"Torre
del
Lago
".
Il
nome
è
dovuto
al
fatto
che
esisteva
sul
lago
una
Torre
sul
tipo
di
quella
di
Viareggio,
costruita
forse
verso
il
secolo
XV o
XVI, e
adibita
a
Torre
di
Guardia.
Più
tardi
quando
qui
v'era
il
confine
( si
ricordi
anche
la
denominazione
di
"Confino")
fra il
Granducato
di
Toscana
e la
Repubblica
di
Lucca,
fu
adibita
a
Torre
doganale.
Non si
conosce
con
precisione
quando
sia
stata
distrutta
o sia
rovinata.
E'
provato
che
era
situata
dove
si
trova
ora la
Villa
di
Puccini;
tale
Villa
è
stata
ricavata
dal
Maestro
da una
casa
rustica
già
di
proprietà
di
Carlo
Lodovico,
duca
di
Lucca,
dove
la
famiglia
ducale
veniva
ad
equipaggiarsi
per la
pesca
e la
caccia
nel
Lago
Il
muro
dove
è
stata
ricavata
la
tomba
del
Maestro
è
un
rudere
dell'antica
Torre.
Sviluppo
del
Paese
Torre
del
Lago
aveva
191
abitanti
nel
1791.
Allora
Viareggio
ne
aveva
2074.
Il
paese
crebbe
assai
rapidamente,
quantunque
la
terra
non
offrisse
che
scarsi
e
magri
prodotti.
Come
si
è
detto,
la
maggior
parte
delle
famiglie
venivano
dalla
piana
di
Lucca.
Nel
1856
la
popolazione
ascendeva
a 904
anime;
l'aumento
era
dunque
molto
sensibile
per
quei
tempi.
Gli
abitanti
vivevano
di
stenti,
a
quanto
si
ricava
anche
dalle
risposte
ai
questionari
che i
parroci
compilavano
in
occasione
delle
Visite
pastorali.
Poche
famiglie
soltanto
erano
riuscite
a
sollevarsi
alquanto
dalla
generale
miseria.
Nonostante
ciò
la
popolazione
crebbe
in 50
anni
del
doppio;
nel
1905
si
registrarono
2700
abitanti,
che
diventarono
4000
circa
nel
1930
per
toccare
la
punta
massima
con
4563
anime
il
1°
maggio
1950.
Il
paese
ebbe
un
notevole
incremento
dalle
rimesse
che
gli
emigrati
in
America
(numerosissimi)
facevano
alle
famiglie.
L'esodo
in
America
(nella
maggior
parte
dei
casi
esodo
solo
temporaneo)
incomincia
in
grande
stile
ai
primi
del
secolo.
La
maggior
parte
delle
attuali
case
di
abitazione
sono
state
fatte
con i
sudati
risparmi
degli
emigrati.
Vi fu
un
periodo
di
bengodi
al
tempo
in cui
si
impiantarono
qui le
famose
Torbiere
di
Italia,
chiuse
dopo
un
paio
d'anni
di
funzionamento
deficitario.
Nel
periodo
dopo
la
seconda
guerra
mondiale
la
prosperità
di
questo
paese,
che
sotto
certi
aspetti
si
può
chiamare
benedetto,
è
dovuto
al
fatto
che
gli
agricoltori
hanno
ormai
conosciuto
il
segreto
della
loro
terra;
terra
avida
di
concimi
e di
acqua,
ma
larga
di
primizie
che
affluiscono
sui
mercati
e
portano
un
poco
di
benessere
non
solo
ai
coltivatori
ma
anche
ad
altre
categorie
che
nelle
primizie
(piselli,
pomodori,
cavolfiori,
ecc.)
trafficano
con
buoni
risultati.
Né
va
dimenticata
la
stagione
balneare
in cui
numerosi
villeggianti
affluiscono
a
Torre
del
Lago
che
preferiscono
ad
altri
luoghi
perché
al
fascino
del
mare,
congiunge
la
salubrità
delle
belle
pinete
e la
poesia
del
Lago,
oltre
che al
Festival
Pucciniano
del
quale
parleremo
più
avanti.
Parrocchia
e
Chiesa
La
Chiesa
è
legata
allo
sviluppo
del
paese;
man
mano
che la
popolazione
cresce,
anche
questa
subisce
ampliamenti
e
modifiche.
Il
primo
oratorio,
ora
distrutto,
fu
costruito
sul
Lago
nel
1671 e
là
anche
in
seguito
si
recavano
per la
processione
di San
Marco
il 25
di
aprile.
Nel
1776
per
ordine
del
Governo,
i
Padri
Cetrosini
costruirono
l'attuale
Chiesa
Parrocchiale
ad una
sola
navata;
vi
annessero
la
canonica,
fondarono
il
benefizio
e
così
Torre
del
Lago
ebbe
il
sacerdote
stabile,
in
qualità
di
curato
amovibile
e
nominato
dal
Vescovo.
Il
primo
curato
fu Don
Angelo
Sarti
dei
Monti
di
Villa.
Ecclesiasticamente
Torre
del
lago
ebbe
poca
considerazione
fino
al
1920
quando
il 9
marzo
fu la
curateria
elevata
a vera
Parrocchia
col
titolo
di
Priore
per il
suo
sacerdote.
A
ciò
furono
indotti
i
superiori
dalla
constatazione
della
accresciuta
importanza
del
paese
per lo
sviluppo
commerciale
favorito
dalla
sua
posizione
prossima
al
mare e
dalla
considerazione
anche
della
religiosità
del
popolo
e dei
sacrifici
da
questo
sostenuti
per
rendere
più
decorosa
la
propria
chiesa
parrocchiale.
Ritornando
alle
origini,
c'è
da
osservare
che
l'oratorio
del
Lago
fu
donato
ai
Padri
Francescani
di
Viareggio
che ne
fecero
l'
ospizio;
era
anche
quello
dedicato
a San
Giuseppe;
in
seguito
abbandonato
dai
frati,
andò
in
perdizione.
Il
primo
cimitero
era
dietro
l'attuale
Chiesa
e
precisamente
dove
ora
è
la
crocera
ed il
coro.
Nel
1854,
in
occasione
del1'epidemia
di
colera,
fu
costruito
l'attuale
cimitero
dal
Governo
di
Lucca.
La
Chiesa
non
aveva
il
fonte
battesimale,
però
fin da
principio
i
battesimi
si .
amministrarono
qui
con
l'acqua
del
Sabato
Santo
prelevata
in un
primo
tempo
alla
Pievania
di
Balbano
e in
seguito
alla
Chiesa
di
Sant'Antonio
di
Viareggio;
Ebbe
poi il
suo
fonte
battesimale.
Crescendo
la
popolazione
e
sviluppandosi
il
paese
assai
rapidamente,
si
dovette
affrontare
il
problema
della
capienza
della
Chiesa.
Ricostruiamo
le
varie
tappe:
nel
1878
furono
condotti
a
termine
i
lavori
della
crocera
e del
coro;
nel
1891
fu
fatta
l'attuale
sacrestia;
nel
1895 e
1897
furono
aggiunte
le due
navate
laterali.
Il
campanile
fu
costruito
negli
anni
1904-1908.
Intanto
man
mano
veniva
corredata
di
altari,
di
pulpito,
di
pavimento
e nel
dopoguerra
fu
costruita
la
cupola,
fatto
il
rialzamento
della
parte
vecchia
e
quindi
ebbe
la
decorazione
per
finire
poi
con le
finestre
istoriate
nel
1938.
Occorsero
pertanto
60
anni
di
lavori
per
portarla
ad una
forma
decente
e ad
una
grandezza
sufficiente.
I vari
difetti
di
struttura
sono
dovuti
proprio
al
fatto
di
essere
venuta
su in
troppe
volte.
Da
notare
che
soltanto
i
paesani
con i
propri
mezzi
provvidero
a
finanziare
tutti
i
lavori.
Il
giorno
infausto
- 8
settembre
1943 -
la
caduta
del
campanile
minato
dai
militari
tedeschi,
crollò
sulla
Chiesa
che ne
ebbe
distrutta
la
parte
posteriore
e
quindi
più
vitale,
con la
rovina
dell'Altare,
dell'Organo
donato
da
Antonio
Puccini,
della
Sala
di
Compagnia,
con
danni
gravissimi
ai
tetti,
alle
volte,
ai
muri
tanto
da
doversi
considerare
semidistrutta.
Dopo
aver
provveduto
alle
riparazioni,
l' 8
settembre
1951,
a
distanza
di 7
anni
col
concorso
del
popolo
e
l'aiuto
del
Governo,
tutte
le
opere
ricostruite
e
migliorate,
vedono
la
loro
solenne
inaugurazione.
Il
Maestro
Giacomo
Puccini
Nacque
a
Lucca
il 22
dicembre
1858,
discendente
delle
famiglie
di
musicisti
del
padre
e
della
madre,
ebbe
una
fanciullezza
segnata
dalla
dolorosa
perdita
del
padre,
ma un
concreto
sostegno
dalla
madre
che
intuite
le
potenzialità
del
figlio
seppe
indirizzarlo
verso
gli
studi
classici,
facendogli
frequentare
le
scuole
del
Seminario
Arcivescovile
di
Lucca
con
scarsi
progressi.
Tuttavia
la
signora
Albina
madre
di
Giacomo
capì
che lo
scarso
impegno
del
figlio
era da
imputare
ai
cattivi
compagni
che
questi
frequentava
e
pensò
di
allontanarlo
da
Lucca,
riuscì
a
trovare
l'aiuto
della
Regina
Margherita
che
contribuì
alle
spese
di
mantenimento
. di
Giacomo
per un
anno a
Milano.
Nella
metropoli
del
nord
Giacomo
incontrò
il
Maestro
Amilcare
Ponchielli
sotto
la cui
guida
studiò
proficuamente,
tanto
che
scaduto
l'anno
il
medesimo
sentenziò
che
interrompere
gli
studi
e
richiamare
a
Lucca
il
ragazzo
sarebbe
stato
un
sacrilegio.
La
signora
Albina
con
enorme
sacrificio
riuscì
ancora
a
mantenere
il
figlio
a
Milano,
dove
si
fece
onore
e
si(diplomò.
Iniziò
a
frequentare
personalità
del
mondo
teatrale
dalle
quali
fu
apprezzato
tanto
che
sottoscrissero
una
forte
somma
perché
la
composizione
" Le
Villi"
fosse
eseguita
nei
teatri.
'Fu il
successo,
la
folla
piena
di
entusiasmo
ed il
giovane
fuori
di se
dalla
gioia.
Rientrato
a
Lucca
per la
tragica
scomparsa
della
madre
Albina
fu
ripreso
dalle
distrazioni
per la
caccia,
la
pesca
e le
gite
con
gli
amici,
ma non
al
punto
da
fargli
trascurare
l'arte
per la
musica;
così
egli
capì
che
Lucca
lo
distraeva
troppo
e che
aveva
bisogno
di un
luogo
quieto
per
captare
le
armonie
diffuse
ne1l'universo
e per
creare
nuove
melodie.
Questo
luogo
particolare
lo
trovò
a
Torre
del
Lago,
scoperse
quest'
angolo
di
terra
nel
giugno
del
1891,
probabilmente
in
occasione
di una
battuta
di
caccia,
se ne
innamorò
talmente
e
intensamente
da
definirlo"
Gaudio
supremo,
Eden,
Empireo!
"
Cercando
una
abitazione
nella
quale
vivere
con la
famiglia
mise
gli
occhi
su una
casa
rustica,
posta
in
riva
del
Lago e
la
fece
sua,
la
rinnovò,
la
ingrandì
trasformandola
in
oasi
confortevole
e
tranquilla,
di
certo
seppe
che
quell'abitazione
era
stata
adattata
sulle
mura
dell'antica
torre
di
guardia
che
aveva
dato
il
nome a
tutto
quel
territorio.
In
quest'oasi
egli
formò
la sua
famiglia,
lontano
dalla
curiosità
contestatrice
di
quanti
non
gli
perdonavano
gli
errori
giovanili,
regolarizzando
saggiamente
la
convivenza
iniziata
a
Lucca.
In
questa
casetta
sul
Lago
riceveva
gli
amici
che si
univano
a lui
nelle
battute
di
caccia,
poi
nella
solitudine
della
quiete
notturna
componeva
la sua
musica
e
creava
quelle
dolci
melodie
che
tutto
il
mondo
imparò
presto
a
conoscere.
Man
mano
che la
sua
notorietà
cresceva,
alla
sua
abitazione
cominciarono
ad
arrivare
anche
gli
illustri
personaggi
che
come
Giovanni
Pascoli,
sempre
più
numerosi
venivano
a
trovarlo,
e per
questo
il
nome
di
Torre
del
Lago
cominciò
a
percorrere
le via
del
mondo.
In
quest'oasi
nacquero
e
spiccarono
il
volo
le sue
creature
migliori,
sbocciarono
nelle
ore
notturne
dalle
undici
della
sera
alle
tre
del
mattino
Edgar,
Manon,
Tosca,
Bohème,
Butterfly,
La
Fanciulla
dei
West,
Suor
Angelica,
la
Rondine,
il
Tabarro,
Gianni
Schicchi,
e
Turandot
l'ultima
delle
stupende
creature
che
lasciò
incompiuta.
Il
Maestro
amava
tantissimo
la sua
casetta
a
Torre
del
Lago
anche
quando
divenuto
l'idolo
delle
folle,
per
quanto
applaudito
e
onorato
nelle
più
belle
città
del
mondo,
appena
aveva
un
momento
libero
ritornava
alla
sua.
Torre
del
Lago
ove
solo
poteva
ritrovare
un
poco
se
stesso
per
godervi
un'ora
di
pace e
tranquillità.
Purtroppo
l'ambiente
tranquillo
e
incontaminato
nel
quale
il
Maestro
compose
le sue
opere
fu
disturbato
negli
ultimi
anni
dalla
costruzione
dello
stabilimento
industriale
denominato
"Torbiere
d'Italia"
che
prevedeva
l'escavazione
della
torba
e la
sua
combustione
per la
produzione
di
energia
elettrica,
l'unico
beneficio
per la
popolazione
di
Torre
del
Lago
fu
l'impiego
per un
paio
d'anni
della
manodopera
nelle
lavorazioni,
ma
avendo
il
tutto
un
bilancio
deficitario,
in
breve
fu
decisa
la
chiusura
dello
stabilimento.
Durante
tale
periodo
il
Maestro
spostò
la sua
residenza
in una
villetta
che
aveva
fatto
costruire
a
Viareggio
in
località
Marco
Polo,
e da
tale
luogo
mentre
lavorava
alla
stesura
della
sua
Turandot,
colpito
da
grave
malattia
fu
trasportato
a
Bruxelles
per
esservi
operato,
le sue
condizioni
si
sono
aggravate
fino
alla
sua
scomparsa
avvenuta
il 29
novembre
1924.
La
triste
notizia
giunse
presto
in
Italia,
a
Lucca,
a
Torre
del
Lago,
costernate
per
aver
perduto
il
più
celebre
dei
suoi
figli.
Dopo
un
breve
periodo
dì
inumazione
nei
Camposanto
Monumentale
di
Milano,
Antonio
Puccini
figlio
del
Maestro
ottenne
l'autorizzazione
per
traslare
i
resti
mortali
del
genitore
nella
sua
amata
casa
di
Torre
del
Lago e
ne
organizzò
il
mesto
ritorno
in
quella
Chiesa
che
aveva
visto
Giacomo
genuflesso
davanti
all'
Altare,
parata
a
lutto
e
piena
fino
all'inverosimile,
nella
quale
ebbe
la
benedizione
ed il
commiato
con le
soavi
melodie
gregoriane.
Poi fu
riportato
alla
sua
Torre,
dove
nel
muro
antico
e
possente
gli fu
preparato
l'avello
per
l'ultimo
riposo.
E con
lui in
seguito,
si
ricongiunsero
per
l'ultima
pace
la
sposa
Elvira
ed il
figlio
Antonio.
La
vita
del
Maestro
fu
piena
di
contrasti
e di
passioni,
fra le
quali
dominante
fu
l'amore
sempre
inappagato
così
come
egli
espresse,
in
tutte
le sue
creature
e che
si
concludeva
sempre,
dopo
l'ebrezza,
in uno
strazio
immenso.
L'
Aviazione
nel
Lago
Negli
Anni
pionieristici
dell'aviazione
il
Lago
di
Massaciuccoli
per la
sua
felice
posizione
in
prossimità
del
mare
ed in
zona
abbastanza
riparata
dai
venti
nel
periodo
invernale
venne
utilizzato
come
base
degli
aerei
militari
idrovolanti.
Nell'anno
1931
il
lago
fu
teatro
di un
raduno
a
livello
nazionale
di
quasi
tutte
le
squadriglie
allora
esistenti.
Nei
successivi
anni
dal
1932
al
1935
il
lago
ospitò
i due
colossi
dell'Aeronautica
Militare
ovvero
i
"DORNIER
DO X"
forniti
di ben
12
motori
da 500
HP.
Successivamente
nel
periodo
della
seconda
guerra
mondiale
nel
lago
avevano
base
alcuni
reparti
che
svolgevano
compiti
di
Ricognizione
Marittima
e
Soccorso
Aereo,
fino
al
giorno
dell'
armistizio
quando
la
base
fu
smantellata.
Da
quei
tempo
il
lago
tornò
ad
essere
un
calmo
rifugio
per
gli
uccelli
e i
pesci,
sebbene
le sue
acque
abbiano
perduto,
forse
per
sempre,
la
loro
limpidezza
cristallina
di un
tempo.
Il
Festival
Pucciniano
Un
giorno
il
Maestro
Puccini,
uscendo
dalla
sua
villa
a
guardare
il
Lago
al
tramonto,
disse
a
Gioacchino
Forzano,
suo
librettista
e
già
famoso
commediografo:
- "Mi
piacerebbe
vedere
una
mia
opera
rappresentata
qui".
E
Forzano
non
dimenticò
quella
frase
e quel
desiderio.
Alcuni
anni
dopo
la
scomparsa
del
Maestro,
fu
costituito
a Roma
il
"Carro
di
Tespi
Lirico"
e
Forzano
al
quale
fu
affidata
la
direzione
dell'Ente,
decise
che
l'inaugurazione
di
questo
importante
Complesso
avvenisse
a
Torre
del
Lago,
sul
piazzale
antistante
la
Villa,
da
poco
ampliato,
era
l'estate
del
1930.
Per
effettuare
la
rappresentazione
fu
costruito
un
teatro
davvero
originale,
il
palcoscenico
fu
posto
"nel
Lago
su
palafitte;
il
boccascena
era
rivolto
alla
villa
dove
Puccini
era
sepolto
e la
platea
allestita
con
panche
di
legno
disposte
a
semicerchio.
L'opera
in
programma
fu
Bohème,
il
direttore
d'orchestra
fu
Pietro
Mascagni,
gli
interpreti
Rosetta
Pampanini,
Margherita
Carosio,
Angelo
Minghetti,
Luigi
Montesanto,
Ernesto
Badini,
Giacomo
Vaghi.
Quella
"prima"
di
Bohème
ebbe
un
successo
strepitoso.
Una
marea
di
appassionati
giunti
con
treni
straordinari,
con
auto,
con
moto,
in
bicicletta,
a
piedi,
invase
Torre
del
Lago,
creò
ingorghi
paurosi
sul
viale
Puccini,
cercò
con
ogni
mezzo
di
entrare
nel
teatro,
ma
furono
molti
quelli
che
dovettero
accontentarsi
di
ascoltare
Bohème
fuori
del
recinto.
Per
tutti
gli
abitanti
del
paese
fu un
evento
memorabile.
L'anno
successivo
1931,
con il
teatro
strutturato
allo
stesso
modo,
furono
rappresentate
"Madama
Butterfly"con
la
Pampanini
e
Minghetti
e come
seconda
opera
"Bohème"
con
beniamino
Gigli
e
Adelaide
Saraceni,
un
cast
artistico
veramente
eccezionale!
Anche
questa
seconda
stagione
lirica
ottenne
un
immenso
successo
e da
allora
il
nome
del
nostro
paese,
che il
Consiglio
Comunale
della
Città
di
Viareggio
volle
abbinare
per
sempre
all'illustre
Maestro
Puccini,
decretandone
l'attuale
denominazione
di
Torre
del
Lago
Puccini,
prima
pressoché
sconosciuto,
diventò
noto
come
il
paese
di
Giacomo
Puccini.
La
storia
della
stagione
lirica
Pucciniana,
dopo
quelle
due
"prime"
famose
si
appanna,
subisce
delle
interruzioni,
riprende
quota
dopoguerra
nel
1949
con le
celebrazioni
del
25°
anniversario
della
morte
del
Maestro,
e
successivamente
dal
1952
viene
riproposta
annualmente
con
alterne
fortune
e con
complessi
artistici
non
sempre
all'altezza
del
compito
loro
affidato.
Dal
1971
è
un
continuo
progredire
della
stagione
lirica:
migliorano
il
livello
artistico
delle
rappresentazioni
e
l'organizzazione
generale,
più
imponente
diventa
anno
dopo
anno
la
presenza
del
pubblico
che ha
dimostrato
sempre
di
gradire
queste
celebrazioni,
di
amare
Puccini,
di
volere
Puccini,
anche
nelle
stagioni
più
grigie
e
artisticamente
meno
valide.
Vinta
ogni
remora,
anche
il
Consiglio
Comunale
di
Viareggio
riconosce
finalmente
la
validità
artistica,
culturale,
turistica
delle
Manifestazioni
organizzate
nel
teatro
all'aperto
dei
"Quattromila"
a
Torre
del
Lago e
costituisce
un
apposito"
Centro"
perché
ne
curi
espressamente
e
autonomamente
1'impostazione
generale
e
l'annuale
svolgimento.
Si
scritturano
artisti
di
chiara
fama,
orchestre
e
maestri
direttori
d'orchestra
la cui
presenza
sia
degna
di
onorare
Puccini,
si
migliorano
le
strutture
ed i
servizi,
si
cerca
di
dare
al
pubblico
quanto
esso
chiede
e
vuole
per
Puccini:
spettacoli
che ne
onorino
la
memoria,
spettacoli
che
possano
vedersi
solo
qui,
nei
luoghi
dove
il
Maestro
visse
e si
ispirò,
e che
siano
una "
magica
occasione
per
ascoltare,
per
comprendere,
per
vivere
Puccini
a casa
sua.
La
presente
sintesi
della
storia
dì
Torre
del
Lago
Puccini
è
stata
redatta
dalla
Pro
Loco
di
Torre
del
Lago
Puccini
attingendo
alle
fonti
del
libro
"Torre
del
Lago,
due
secoli
dì
storia"
edito
in
occasione
del
bicentenario
della
fondazione
della
Parrocchia
dì
San
Giuseppe
e dal
"numero
Unico
edito
in
occasione
della
ricostruzione
postbellica
della
medesima
Chiesa
Parrocchiale".
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